La Banca d’Italia sulle segnalazioni in Centrale Rischi degli accordi a saldo e stralcio

Con una circoclare del 19 giugno la Banca d’Italia ha chiarito in che termini gli intermediari debbano annotare in Centrale rischi la quota di debito bancario stralciata col cliente nell’ambito di accordi c.d. “a saldo e stralcio”.

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Compensazione concordataria e scioglimento dei contratti bancari ex art. 169bis l.fall.

Con la pronuncia Cass. civ. Sez. I, Sent., 15-06-2020, n. 11524, la Suprema Corte ha fissato alcuni principi importanti con riguardo alla sospensione degli effetti dei contratti di anticipazione bancaria nell’ambito del concordato preventivo.

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Decreto Rilancio: le misure per banche e intermediari

Vediamo quali sono le principali misure che interessano banche e intermediari finanziari nel del Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34, recante “Misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19” (c.d. Decreto Rilancio) (GU Serie Generale n.128 del 19-05-2020 – Suppl. Ordinario n. 21).

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Per la Cassazione il carattere solutorio della rimessa va valutato sul saldo rettificato, non sul saldo banca

Per la recente pronuncia Cass. civ., Sez. I, ord., 20 maggio 2020, n. 9141, rel. Andrea Fidanzia, la valutazione del carattere della rimessa affluita in conto va svolta sul saldo epurato degli indebiti (c.d. saldo rettificato) e non sul saldo risultante dagli estratti conto (il c.d. saldo banca).

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Cosa ha detto la sentenza della Corte federale tedesca sul QE della BCE

La Corte federale tedesca contesta al Governo e al Parlamento di aver supinamente accettato il Programma di acquisti di titoli di debito pubblico (PSPP) avviato da Mario Draghi, senza chiedere conto alla Bce della proporzionalità di tale misura, soprattutto laddove essa si è discostata dal criterio di riparto degli acquisti basato sul capital key della Banca centrale europea (ossia sulla suddivisione delle quote di partecipazione nel capitale dei diversi Stati membri). Per arrivare ad un simile giudizio, la Corte federale tedesca è costretta a disconoscere la decisione dell’11 novembre 2018 della Corte di giustizia dell’Ue, che aveva ritenuto la legittimità di tale programma, ritenendola “incomprensibile”, il che apre anche una certa frattura istituzionale a livello molto alto. Non tutto è perduto, però, perché la Corte tedesca ha concesso 3 mesi alla Bce per dimostrare in modo comprensibile e comprovato che gli obiettivi di politica monetaria perseguiti non sono sproporzionati rispetto agli effetti di politica economica e fiscale che si intendono ottenere. Se tale dimostrazione non intervenisse, per la Corte federale la Bundesbank (che della Bce è la maggior contributrice) non potrebbe più partecipare al PSPP, smettendo di fatto di finanziare l’acquisto di titoli delgi altri Stati. Di seguito abbiamo tradotto le Headnotes (note esplicative) della sentenza, curate dalla stessa Corte federale, gli ultimi due paragrafi della parte motiva (quelli dei tre mesi) e il verdetto. Il tutto corredato di brevi note di commento per rendere un po’ più comprensibile la lettura.

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Banca d’Italia al Parlamento: servono trasferimenti diretti, non solo finanziamenti garantiti

Fabrizio Balassone, Capo del Servizio Struttura economica di Banca d’Italia, ha tenuto un’audizione sul tema “Conversione in legge del DL 8 aprile 2020, n. 23 (misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali)”, davanti alle Commissioni riunite VI (Finanze) e X (Attività produttive) della Camera dei Deputati.

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Quasi in re ipsa il nesso di causa nella violazione degli obblighi informativi

Con la decisione Cass. civ. Sez. I, Sent., 17/4/2020, n. 7905, la Suprema Corte ha fornito importanti precisazioni sulla portata e la natura da attribuirsi alla presunzione di sussistenza del nesso di causa nelle domande risarcitorie basate sulla violazione degli obblighi informativi dell’intermediario.

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La garanzia del Decreto Liquidità potrà essere impiegata per estinguere esposizioni bancarie pregresse

E’ vero, non è una fake news, ma non c’è nulla di scandaloso. La garanzia del Decreto Liquidità potrà essere utilizzata da banche e clienti per rinegoziare esposizioni pregresse e sostituirle con nuove esposizioni meno costose e garantite dallo Stato. Anche questa è una forma di sostegno alla liquidità, perché le esposizioni pregresse drenano flussi di cassa e la moratoria del decreto Cura Italia a settembre scadrà.

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La sospensione di assegni e cambiali nel Decreto Liquidità

Il decreto legge 8 aprile 2020, n. 23 ha introdotto “Misure urgenti in materia di accesso al credito e di adempimenti fiscali per le imprese, di poteri speciali nei settori strategici, nonché interventi in materia di salute e lavoro, di proroga di termini amministrativi e processuali”. Vediamo quali disposizioni sono state introdotte in materia di titoli di credito.

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