Perché la BCE ha bloccato l’acquisto di CariCento da parte della Popolare di Sondrio

La Banca centrale europea ha bloccato l’acquisto da parte della Banca Popolare di Sondrio della Cassa di Risparmio di Cento, istituto della provincia di Ferrara.

La BCE, scrive la stessa Poplare di Sondrio in un comunicato, ha voluto dare priorità alle iniziative di derisking già in corso che hanno come obiettivo la riduzione dei crediti in sofferenza mantenendo il cuscinetto di capitale di cui Sondrio dispone già, “prudenzialmente al servizio delle iniziative di rafforzamento delle strutture di governo e di presidio dei rischi”.

Di conseguenza, prosegue il comunicato della banca, “la Bce ha ritenuto che non sussistano le condizioni per il rilascio dell’autorizzazione”. L’attività dell’istituto valtellinese si concentrerà ora nell’accelerare sul piano di derisking con una riduzione dei crediti deteriorati classificati a sofferenza.

La banca ha ceduto ad agosto un portafoglio di crediti in sofferenza per circa un miliardo di euro al lordo delle rettifiche di valore. Da inizio anno lo stock dei crediti deteriorati lordi è sceso a 3,933 miliardi dai circa 4 miliardi di fine dicembre, con l’Npe ratio lordo calato al 13,65% dal 14,75%.

Il board della banca aveva confermato a giugno l’obiettivo di abbassare il livello attuale di Npl ratio lordo, portandolo intorno all’8% entro il 2022. Intanto nel luglio scorso Pop Sondrio , insieme a Bper , ha perfezionato l’acquisto delle azioni di Arca Holding, messe in vendita nell’ambito dell’asta avviata dai commissari per Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. Sondrio è così salita al 36,83% del capitale di Arca.

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