Per la Cassazione il carattere solutorio della rimessa va valutato sul saldo rettificato, non sul saldo banca

Per la recente pronuncia Cass. civ., Sez. I, ord., 20 maggio 2020, n. 9141, rel. Andrea Fidanzia, la valutazione del carattere della rimessa affluita in conto va svolta sul saldo epurato degli indebiti (c.d. saldo rettificato) e non sul saldo risultante dagli estratti conto (il c.d. saldo banca).

Quasi in re ipsa il nesso di causa nella violazione degli obblighi informativi

Con la decisione Cass. civ. Sez. I, Sent., 17/4/2020, n. 7905, la Suprema Corte ha fornito importanti precisazioni sulla portata e la natura da attribuirsi alla presunzione di sussistenza del nesso di causa nelle domande risarcitorie basate sulla violazione degli obblighi informativi dell’intermediario.

Il mutuo fondiario stipulato per chiudere una passività pregressa integra un negozio indiretto revocabile dalla curatela fallimentare

La stipula di un mutuo fondiario per coprire passività pregresse di tipo chirografo integra un negozio indiretto che può essere oggetto di revocatoria perché considerabile come una semplice iscrizione ipotecaria a garanzia di un debito già scaduto.

Il credito della banca non può essere escluso dallo stato passivo per il solo fatto che ne venga eccepita l’astratta revocabilità

Il giudice delegato al fallimento di una srl posta in liquidazione aveva escluso dal passivo della procedura fallimentare il credito insinuato in via privilegiata da Banca delle Marche SpA per Euro 4.531.629,86, credito garantito da pegno su quote detenute in altra società dalla debitrice fallita.

E’ la natura regolare o irregolare del pegno a fare la differenza per la banca di fronte all’azione revocatoria della procedura

Il pegno irregolare si differenzia da quello regolare in quanto le somme di danaro o i titoli depositati dal cliente presso la banca diventano di proprietà di quest’ultima. In caso di inadempimento del cliente debitore, la banca avrà diritto di trattenere definitivamente quanto depositato, restituendo al limite solo l’eventuale eccedenza depositata in più rispetto all’ammontareContinua a leggere “E’ la natura regolare o irregolare del pegno a fare la differenza per la banca di fronte all’azione revocatoria della procedura”

Affinché la banca possa trattenere le rimesse effettuate da terzi dopo la domanda di concordato, occorre specifico patto di compensazione

Per Tribunale di Bolzano Sez. I, Sent., 08-11-2019, Giudice unico dott.ssa Cristina Longhi, causa civile di I grado iscritta al n. R.G. 1734/2018, se la banca non ha stipulato un mandato all’incasso con annessa clausola di compensazione nel rapporto di anticipazione di credito, le rimesse effettuate in pagamento da terzi debitori della cliente correntista dopoContinua a leggere “Affinché la banca possa trattenere le rimesse effettuate da terzi dopo la domanda di concordato, occorre specifico patto di compensazione”

L’azione revocatoria di rimesse bancarie corrisponde a tante azioni quante sono le rimesse di cui si chiede la revoca, per ognuna delle quali vanno provati i relativi elementi costitutivi

Con l’ordinanza n. 25852 del 14/10/2019, la Corte di Cassazione Civile, Sez. I ha affrontato nuovamente il tema del carattere plurimo delle domande proposte mediante azione revocatoria unitaria di diverse rimesse bancarie, nonché quello degli indici attraverso i quali si possa ritenere la consapevolezza della banca dela situazione di dissesto della cliente (c.d. scientia decotionis).

La Cassazione esclude la nullità assoluta delle fideiussioni che ricalcano lo schema ABI censurato nel 2005

“A differenza di quanto sostengono i ricorrenti, dalla nota ordinanza di Cassazione Civile n. 29810 del 12/12/2017 (quella che in un inciso sembrò ritenere la nullità assoluta delle fideiussioni ricalcanti lo schema ABI censurato nel 2003, n.d.r.) non può farsi discendere, né si può presumere la qualificazione tout court delle “Norme bancarie uniformi ABI inContinua a leggere “La Cassazione esclude la nullità assoluta delle fideiussioni che ricalcano lo schema ABI censurato nel 2005”

La vendita in contropartita diretta di per sé non genera alcun conflitto di interessi

E’ tesi frequente quella per cui la vendita in contropartita diretta di uno strumento finanziario darebbe origine ad un conflitto di interessi. Il che, però, non è corretto.