Ammisibile l’insinuazione al passivo con prelazione ipotecaria condizionata al recupero del bene alla massa

Per Cass. civ. Sez. VI – 1, Ord., 14-07-2020, n. 14960 è ammissibile l’insinuazione al passivo del fallimento con il riconoscimento della prelazione ipotecaria anche se solo in via condizionata al recupero effettivo del bene alla massa.

Compensazione concordataria e scioglimento dei contratti bancari ex art. 169bis l.fall.

Con la pronuncia Cass. civ. Sez. I, Sent., 15-06-2020, n. 11524, la Suprema Corte ha fissato alcuni principi importanti con riguardo alla sospensione degli effetti dei contratti di anticipazione bancaria nell’ambito del concordato preventivo.

Il pagamento inefficace ex art. 44 l.fall. va richiesto al terzo accipiens e non alla banca che abbia eseguito il bonifico

Una curatela fallimentare conveniva in giudizio la Cassa di Risparmio di Asti S.p.a. per far dichiarare inefficace ex art. 44 l.fall. un pagamento eseguito dalla debitrice, a fallimento dichiarato, mediante ordine di bonifico e annotazione a debito in conto corrente. La banca si costituiva eccependo il proprio difetto di legittimazione passiva. A definizione della disputa,Continua a leggere “Il pagamento inefficace ex art. 44 l.fall. va richiesto al terzo accipiens e non alla banca che abbia eseguito il bonifico”

Il mutuo fondiario stipulato per chiudere una passività pregressa integra un negozio indiretto revocabile dalla curatela fallimentare

La stipula di un mutuo fondiario per coprire passività pregresse di tipo chirografo integra un negozio indiretto che può essere oggetto di revocatoria perché considerabile come una semplice iscrizione ipotecaria a garanzia di un debito già scaduto.

Il credito della banca non può essere escluso dallo stato passivo per il solo fatto che ne venga eccepita l’astratta revocabilità

Il giudice delegato al fallimento di una srl posta in liquidazione aveva escluso dal passivo della procedura fallimentare il credito insinuato in via privilegiata da Banca delle Marche SpA per Euro 4.531.629,86, credito garantito da pegno su quote detenute in altra società dalla debitrice fallita.

E’ la natura regolare o irregolare del pegno a fare la differenza per la banca di fronte all’azione revocatoria della procedura

Il pegno irregolare si differenzia da quello regolare in quanto le somme di danaro o i titoli depositati dal cliente presso la banca diventano di proprietà di quest’ultima. In caso di inadempimento del cliente debitore, la banca avrà diritto di trattenere definitivamente quanto depositato, restituendo al limite solo l’eventuale eccedenza depositata in più rispetto all’ammontareContinua a leggere “E’ la natura regolare o irregolare del pegno a fare la differenza per la banca di fronte all’azione revocatoria della procedura”

Affinché la banca possa trattenere le rimesse effettuate da terzi dopo la domanda di concordato, occorre specifico patto di compensazione

Per Tribunale di Bolzano Sez. I, Sent., 08-11-2019, Giudice unico dott.ssa Cristina Longhi, causa civile di I grado iscritta al n. R.G. 1734/2018, se la banca non ha stipulato un mandato all’incasso con annessa clausola di compensazione nel rapporto di anticipazione di credito, le rimesse effettuate in pagamento da terzi debitori della cliente correntista dopoContinua a leggere “Affinché la banca possa trattenere le rimesse effettuate da terzi dopo la domanda di concordato, occorre specifico patto di compensazione”

L’azione revocatoria di rimesse bancarie corrisponde a tante azioni quante sono le rimesse di cui si chiede la revoca, per ognuna delle quali vanno provati i relativi elementi costitutivi

Con l’ordinanza n. 25852 del 14/10/2019, la Corte di Cassazione Civile, Sez. I ha affrontato nuovamente il tema del carattere plurimo delle domande proposte mediante azione revocatoria unitaria di diverse rimesse bancarie, nonché quello degli indici attraverso i quali si possa ritenere la consapevolezza della banca dela situazione di dissesto della cliente (c.d. scientia decotionis).

L’indeterminatezza del pegno omnibus può far perdere la prelazione

Maggiore attenzione sarà richiesta alle banche nella predisposizione dei contratti di pegno al fine di individuare in maniera chiara il credito e l’oggetto della garanzia ed evitare la decadenza dalla prelazione prevista dall’art. 2787 comma 3 c.c., per il caso in cui il pegno non risulti da atto avente data certa e con sufficiente indicazioneContinua a leggere “L’indeterminatezza del pegno omnibus può far perdere la prelazione”

L’accordo di ripianamento di un mutuo precedente con accensione di una nuova linea di credito, non dà origine ad un nuovo e diverso rapporto, ma costituisce solo una modifica del contratto originario

La Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio aveva chiesto di essere ammessa al passivo del fallimento di una propria cliente in via di prelazione ipotecaria, in forza di due distinti contratti di mutuo (uno stipulato nel settembre 2008 e l’altro nell’ottobre 2009), ma il Giudice delegato respinse la richiesta.