Il credito bancario inizia a irrigidirsi

E’ stato pubblicato oggi il primo Bollettino economico del 2019 di Banca d’Italia, che a pag. 31 delinea lo stato dell’offerta di credito alle imprese.

Alle banche è stata chiesta una valutazione circa l’impatto sulle condizioni creditizie di alcune misure adottate dal Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) nei sei mesi terminanti a settembre del 2018. Secondo le risposte degli intermediari il programma ampliato di acquisto di attività finanziarie (Expanded Asset Purchase Programme, APP) ha esercitato un effetto positivo sulle
condizioni di finanziamento e sulla liquidità delle banche, sebbene in misura inferiore rispetto a quanto dichiarato nelle precedenti indagini; il programma ha inoltre concorso a sostenere i volumi di credito e ad allentare i termini e le condizioni dei prestiti erogati. Il tasso negativo applicato sui depositi detenuti presso l’Eurosistema ha continuato a favorire la riduzione del costo del credito
bancario per famiglie e imprese.

Tuttavia, segnali di crescente preoccupazione sulle condizioni del credito provengono dai sondaggi rivolti alle imprese; queste indicano dalla primavera condizioni applicate ai prestiti in progressivo e generalizzato irrigidimento, pur nell’ambito di una situazione ancora relativamente distesa. Tale dinamica si è accentuata alla fine del 2018: sulla base delle informazioni più aggiornate,
nell’ultimo trimestre dell’anno le condizioni di accesso al credito avrebbero registrato un ulteriore peggioramento, che ha riguardato tutte le aziende e i comparti, ma è stato più marcato per quelle operanti nel settore dei servizi e, all’interno della manifattura, per le imprese di medio-piccola dimensione. In tutti i settori i prestiti alle società di minore dimensione si sono ulteriormente contratti (-3,2 per cento).

I prestiti alle società non finanziarie sono aumentati dell’1,1 per cento sui dodici mesi. La crescita ha interessato il credito alle imprese manifatturiere (2,1 per cento) e quello alle società dei servizi (2,3 per cento); è continuata la flessione dei finanziamenti alle imprese di costruzioni (-2,4 per cento).

È proseguita, inoltre, la riduzione dei crediti deteriorati.

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