Cosa dice il primo Bollettino economico 2019 della Bce

Per il primo Bollettino economico Bce dell’anno le informazioni più recenti seguitano a indicare un’evoluzione del quadro economico generale più debole rispetto alle attese e ciò per effetto di una domanda estera più flebile e di alcuni fattori specifici a livello di paese e di settore. In particolare, il clima di fiducia risente delle persistenti incertezze connesse a fattori geopolitici e alla minaccia del protezionismo.

Al tempo stesso, il sostegno fornito dalle condizioni di finanziamento, le favorevoli dinamiche dei mercati del lavoro (almeno a livello medio europeo) e l’aumento della crescita salariale continuano a sostenere l’espansione dell’area dell’euro e il graduale incremento delle pressioni inflazionistiche. Questo vigore di fondo dell’economia conferma la convinzione, da parte del Consiglio direttivo della Bce, che l’inflazione continuerà a convergere stabilmente su livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento nel medio termine. Nondimeno, per sostenere l’ulteriore accumularsi di pressioni interne sui prezzi e la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo, resta essenziale un significativo stimolo da parte della politica monetaria.

Questo deriverà dalle indicazioni prospettiche del Consiglio direttivo sui tassi di interesse di riferimento della BCE, rafforzate dai reinvestimenti delle notevoli consistenze di attività acquistate. Il Consiglio direttivo della Bce conferma infine che è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione continui a dirigersi stabilmente verso il livello definito nel proprio obiettivo.

Il che lascia una porta aperta a nuove forme di sostegno dei debiti pubblici e delle istituzioni finanziarie dei Paesi membri attraverso nuove operazioni di Ltro o QE.

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