Già all’inizio di marzo la BCE aveva privilegiato l’Italia negli acquisti di titoli di stato

Prima ancora dell’adozione del programma PEEP (Pandemic Emergency Purchased Program, iniziato ufficialmente il 26 marzo), la Banca Centrale Europea era già accorsa in aiuto dell’Italia, acquistando titoli di stato del nostro Paese in percentuale ben superiore alla ripartizione decisa in precedenza nell’ambito dell’ordinario programma di acquisti quiniquennale (APP) avviato da Mario Draghi nel 2015 e ben superiore alla stessa percentuale di adesione alla BCE (Italia al 13% contro il 21% della Germania 21% e il 16% della Francia 16%).

Come riporta Reuters, gli ultimi acquisti italiani sono stati assolutamente oversized e hanno comportato un’inversione di tendenza importante per la BCE, che accantonato le policy precedenti per concentrare gli acquisti di obbligazioni sul debito italiano, nel momento in cui il Paese è diventato l’epicentro globale dell’epidemia di coronavirus in Europa.

In particolare, prima dell’avvio dei nuovi acquisti PEPP (la cui distribuzione effettiva oggi non è stata ancora ufficializzata), nell’ambito dell’ordinario piano APP, la BCE aveva già acquistato in marzo 33,75 miliardi di euro di titoli dei Paesi membri e, di questi, il 35% (ossia 11,81 miliardi), sono stati destinati ad acquistare titoli italiani. La percentuale più alta di acquisti è quindi finita nelle tasche italiane.

Il programma ordinario di acquisti dovrebbe conformarsi alle percentuali di partecipazioni possedute nel capitale della BCE dagli Stati nazionali, che, in quelle stesse percentuali, sono anche tenuti a contribuirvi.

Se si pensa che la Germania possiede il 21% delle quote della BCE e l’Italia il 13%, e che il 35% degli acquisti ordinari di marzo sono andati all’Italia, ciò significa che l’Italia ha eroso di 22 punti percentuali la proporzione nel capitale e che i contribuenti tedeschi hanno finanziato l’acquisto di titoli italiani attraverso il loro maggiore apporto di fondi alla BCE.

La BCE ha inoltre acquistato 30,2 miliardi di euro di obbligazioni nella settimana iniziale del suo programma di acquisto di emergenza pandemica (PEPP), secondo uno schema parallelo a quello ordinario avviato da Draghi cinque anni fa.

Di questi 30,2 miliardi la parte del leone l’ha fatta di nuovo l’Italia. Non vi sono comunicazioni ufficiali sulla ripartizione esatta di questi nuovi acquisti, ma si parla di proporzioni ancor più favorevoli per l’Italia rispetto a quel 35% della prima metà di marzo.

Insomma, almeno attraverso la BCE, la solidarietà europea è già una realtà.


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